Primo maggio, le grandi opere d’arte che celebrano il lavoro e i lavoratori

Molti artisti hanno denunciato con le loro opere le condizioni in cui vivevano i lavoratori nelle diverse epoche

VENERDÌ 1 MAGGIO 2020

La Festa del lavoro viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.

La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. L’origine della Festa risale a una manifestazione organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor, un’associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale.

Prima di questa importante data molti artisti hanno denunciato tramite le loro opere lo sfruttamento e le condizioni in cui vivevano i lavoratori nelle diverse epoche.
Ne proponiamo 4, alcune di più sono presentate nello SPECIALE FESTA DEL LAVORO di Libreriamo.

Vagone di terza classe del pittore francese Honoré Daumier
National Gallery of Canada di Ottawa
Nello stile di Honoré Daumier, che ha fatto della propria arte uno strumento di lotta politica, questo dipinto del 1862, denuncia le condizioni sociali delle classi più povere e sottolinea il netto divario tra i deboli, le donne e bambini stanchi primo piano e i potenti nei sedili posteriori.

I mangiatori di patate del pittore olandese Vincent Van Gogh
Museo Van Gogh di Amsterdam
All’interno di una povera stanza, alcuni contadini che consumano il pasto serale servendosi da un unico piatto di patate, mentre una di loro sta versando il caffè. Van Gogh è molto legato a questo soggetto in quanto si sente come uno di loro. Anche i contadini come lui soffrono ed egli trova ingiusto il fatto che nonostante tutti i loro sforzi ed i loro sacrifici debbano vivere in modo così misero.

Il quarto stato del pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo
Museo del Novecento di Milano
L’opera, divenuta manifesto della lotta operaia, rappresenta la conclusione di un percorso dell’autore attraverso numerosi dipinti tutti riguardanti il medesimo tema, ovvero lo sciopero dei lavoratori. Quest’opera è un simbolo della società del XX secolo, poiché essa rappresenta lo sciopero dei lavoratori e simboleggia non solo la protesta sociale ma l’affermazione di una nuova classe sociale, il proletariato, che diventa consapevole dei propri diritti nei confronti della società industriale.

Lezione di anatomia del dottor Tulp del pittore olandese Rembrandt
Museo Mauritshuis dell’Aia
Il gesto del dottor Tulp è molto simile al gesto di un pittore che tiene il pennello tra le dita. Rembrandt sottolinea le similitudini tecniche ed impegnative tra medicina e pittura, e vuole essere un elogio per entrambe.

Tutti i suggerimenti di #iorestoacasa ma non rinuncio alla cultura

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