Perché gli asiatici sono fissati con le mascherine chirurgiche

Nell’area più a est del continente asiatico portare una mascherina davanti la bocca è una pratica vecchia quasi un secolo (da Dude Mag)

MERCOLEDÌ 3 GIUGNO 2020

“L’uso quotidiano della mascherina, generalmente indossata dal chirurgo in sala operatoria per non trasmettere al paziente germi e batteri, si afferma in Giappone dopo la fine della terribile epidemia di influenza nell’inverno del 1934.

Coprirsi la bocca diventa la manifestazione della loro smisurata cortesia: la maschera serviva per evitare la trasmissione di germi attraverso i colpi di tosse, ma anche per individuare chi era malato e distinguerlo da chi era sano.

Negli anni ‘50 si diffonde poi l’abitudine di portare la mascherina durante tutto l’anno, a causa dell’alto tasso di inquinamento nelle città dovuto alla ripresa industriale. Nello stesso momento travalica i confini nipponici per approdare nei paesi limitrofi, alle prese con i medesimi problemi del Giappone.

In ogni caso, le superstizioni legate ad aria e vento sono antichissime in tutto l’estremo oriente, e l’atteggiamento di proteggere le vie aeree sembra essere ben più antico di qualsiasi innovazione scientifica nel campo della medicina. Dietro tutto ciò quindi, potrebbe esserci anche il retaggio dell’antica medicina tradizionale cinese, secondo la quale il respiro e l’atto respiratorio sono elementi centrali di una buona condizione psico-fisica.

Continua a leggere Perché gli asiatici sono fissati con le mascherine chirurgiche su Dude Mag (l’articolo è stato pubblicato nel 2014).

Tutti i suggerimenti di #iorestoacasa ma non rinuncio alla cultura

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