Barack Obama parla ai giovani che affrontano gli esami di diploma

"Nessuno può dirvi di aspettare il vostro turno, questo è il vostro momento..."

MERCOLEDÌ 20 MAGGIO 2020

«Questi non sono tempi normali. Vi viene chiesto di trovare la vostra strada nel mondo nel mezzo di una pandemia devastante e di una terribile recessione. Più che mai, questo è il vostro momento”.

Barack Obama lascia ai giovani tre preziosi consigli:
Non abbiate paura.
Fate quello che pensate sia giusto.
Costruite una comunità.

Dopo il video dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America potete leggere la trascrizione integrale del suo discorso.

Non potrei essere più orgoglioso di tutti voi della classe dei diplomandi del 2020 – così come degli insegnanti,  degli istruttori, e soprattutto dei genitori e delle famiglie che vi hanno guidato lungo il cammino.

Oggi ottenere un diploma è un grande risultato in ogni circostanza. Alcuni di voi hanno dovuto superare gravi ostacoli lungo il percorso, sia che si trattasse di una malattia, di un genitore che ha perso il lavoro, o del fatto di vivere in un quartiere dove troppo spesso si viene esclusi. Oltre alle solite sfide legate alla crescita, tutti voi avete dovuto affrontare le pressioni ulteriori dei social media, i resoconti allarmanti di sparatorie nelle scuole e lo spettro del cambiamento climatico. E poi, proprio mentre stavate per festeggiare il traguardo raggiunto, proprio mentre non vedevate l’ora di partecipare alle serate e ai balli di fine anno, alle cerimonie di consegna dei diplomi e, diciamocelo pure,  a una gran quantità di altre feste, il mondo è stato messo sottosopra da una pandemia globale. E per quanto sono sicuro che amiate i vostri genitori, scommetto che essere bloccati a casa con loro e passare il tempo a giocare a giochi da tavolo o a guardare Tiger King in TV non è esattamente quel che  vi eravate immaginati negli ultimi mesi del vostro ultimo anno di studi.

Ora, voglio dirvi sinceramente che le delusioni di non poter partecipare a cerimonie di proclamazione dal vivo passeranno in fretta. Non ricordo molto del mio diploma di scuola superiore. So che non dover stare seduto ad ascoltare un discorso inaugurale non è poi così male – il mio di solito va avanti troppo a lungo. Inoltre, non sono molte le persone che stanno bene con quei cappelli di circostanza, specialmente se hai le orecchie grandi come le mie. Avrete un sacco di tempo per raggiungere i vostri amici una volta che la crisi sanitaria che stiamo attraversando sarà passata.

Ma resta il fatto, innegabile, che il vostro  diploma segna il vostro passaggio all’età adulta – il momento in cui iniziate a prendere in mano la vostra vita. È il momento in cui potrete decidere cosa è importante per voi: il tipo di carriera che vorrete intraprendere. Con chi vorrete costruire una famiglia. I valori con cui vorrete vivere. E data la situazione attuale del mondo, questo può mettere un po’ di paura.

Se avevate programmato di andare all’università, di essere accompagnati in un campus in autunno, questa non è più una certezza. Se avevate intenzione di lavorare mentre andavate a scuola, trovare quel primo lavoro sarà più difficile. Anche le famiglie relativamente benestanti sono alle prese con una grande incertezza. Quelle che prima erano in difficoltà adesso sono appese a un filo.

Tutto questo significa che dovrete crescere più velocemente di altre generazioni. Questa pandemia ha scosso lo status quo e ha messo in luce molti dei problemi profondi  del nostro Paese: dalle forti disuguaglianze economiche alle persistenti disparità razziali e alla mancanza di assistenza sanitaria di base per le persone che ne hanno bisogno. Ha risvegliato in molti giovani la consapevolezza del fatto che i vecchi modi di fare le cose non funzionano e basta; che non importa quanti soldi si guadagnano se tutti quelli che ci circondano sono affamati e malati; e che la nostra società e la nostra democrazia funzionano solo quando pensiamo non solo a noi stessi, ma anche gli uni agli altri.

Si è alzato inoltre il sipario su un’altra dura verità, qualcosa che tutti noi dobbiamo alla fine accettare una volta che la nostra infanzia è giunta al termine. Tutti quegli adulti che voi pensavate fossero al comando e sapessero cosa stavano facendo, a quanto pare non hanno tutte le risposte ai problemi. Molti di loro non si pongono nemmeno le domande giuste. Quindi, se il mondo migliorerà, dipenderà da voi.

Questa consapevolezza può mettere un po’ di timore.  Ma io spero che possa essere anche stimolante. Con tutte le sfide che il nostro Paese deve affrontare in questo momento, nessuno può dirti “sei troppo giovane per capire” o “si è sempre fatto  così”. Perché con così tanta incertezza, con tutto quel che viene rimesso improvvisamente in discussione, questo è il mondo che la vostra generazione si ritroverà a dover plasmare. Io ormai sono uno della vecchia generazione e non vi dirò cosa fare di questo potere che sta nelle vostre mani. Ma vi lascio con tre brevi consigli.

Primo, non abbiate paura. L’America ha già attraversato momenti difficili: la schiavitù, la guerra civile, la carestia, le malattie, la Grande Depressione e l’11 settembre. E ogni volta ne siamo usciti più forti, di solito perché una nuova generazione, giovani come voi, ha imparato dagli errori del passato e ha capito come migliorare le cose.

Secondo, fate quello che pensate sia giusto. Fare quello che si ha voglia di fare, quel che è comodo, facile: i bambini piccoli ragionano così. Sfortunatamente, anche molti cosiddetti adulti – inclusi alcuni che hanno  qualifiche prestigiose e lavori importanti – ragionano così, ed è per questo che le cose vanno così male.

Spero che invece voi decidiate di  ispirarvi a valori duraturi come l’onestà, l’impegno, la responsabilità, la correttezza, la generosità, il rispetto per gli altri. Non ci riuscirete ogni volta, farete degli errori come tutti noi. Ma se ascoltate la verità che è dentro di voi, anche quando è difficile, anche quando è scomoda, gli altri  se ne accorgeranno. Volgeranno verso di voi la loro attenzione. E così  sarete parte della soluzione invece di essere parte del problema.

E infine, costruite una comunità. Nessuno fa grandi cose da solo. In questo momento, quando la gente ha paura, è facile essere cinici e dire: “voglio pensare solo a me stesso, o alla mia famiglia, o alle persone che mi assomigliano o pensano e pregano come me”. Se vogliamo superare questi tempi difficili, se vogliamo creare un mondo in cui tutti abbiano la possibilità di trovare un lavoro e di permettersi di andare all’università, se vogliamo salvare l’ambiente e sconfiggere le future pandemie, allora dobbiamo farlo insieme. Quindi siate sensibili alle lotte degli altri. Difendete i diritti di tutti. Lasciatevi alle spalle tutti i vecchi modi di pensare che ci dividono – sessismo, pregiudizi razziali e sociali, avidità – e intraprendete una strada  diversa.

Quando avrete bisogno di aiuto, sappiate che  Michelle ed io abbiamo assegnato alla nostra Fondazione il compito di  fornire ai giovani come voi le competenze e il sostegno per guidare le vostre comunità e per mettervi in contatto con altri giovani leader in tutto il paese e nel mondo.

Ma la verità è che non avrete bisogno di noi per dirvi cosa fare.

Perché in tanti modi, avrete già iniziato a svolgere un ruolo di guida.

Congratulazioni, Classe 2020. Continuate a renderci orgogliosi.

(Traduzione di Mario Baccianini)

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