NIENTE SESSO SIAMO INGLESI

Humor britannico nella rassegna teatrale Sabato a Palazzo

Pubblicato il: 24 Febbraio 2011

Niente sesso siamo inglesi

Niente sesso, siamo inglesi
Due atti di Anthony Marriot e Alistair Foot
Piccolo Teatro Città di Merano
regia di Romano Cavini

26 febbraio 2011 – ore 21,15
Palazzo dei Congressi

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Si tratta di una divertente farsa che negli anni ’60 e ’70 ottenne un grande successo in tutti i teatri londinesi (venne rappresentata per più di 15 anni consecutivi) ed europei.
È una gustosa e per certi versi esilarante presa in giro, anche con toni a tratti assai critici, dell’ipocrisia e del perbenismo della benestante borghesia britannica, in particolare di quella londinese. La trama si sviluppa, attraverso una lunga serie di equivoci e di malintesi, all’interno di una tranquilla famigliola inglese (marito e moglie sposati da poco), forse gli unici personaggi un pò "normali" di tutta la commedia.
Al posto di un servizio di cristallerie svedesi ordinato per posta dalla moglie, causa un disguido postale, arriva materiale pornografi co, prima una scatola piena di fotografi e, poi un grande pacco stracolmo di libri, infi ne una raccolta di film tra i più… pregiati dell’industria internazionale del porno.
La coppia di sposi, aiutata da un amico quanto mai pasticcione e maldestro, cerca di ovviare ad una situazione che si va facendo sempre più ingarbugliata grazie all’arrivo in casa, prima della mamma dello sposo, poi del diretto superiore dello stesso, e infine dell’ispettore dell’istituto bancario di cui lo sposo è direttore di filiale.
Tutti questi personaggi sono lo specchio di quel perbenismo e di quella ipocrisia di cui si parlava: un’apparenza fatta di inchini, salamelecchi, eccessive cortesie, che alla fine vengono sbugiardate e scoperte, grazie anche all’arrivo in casa di due giovani e belle signorine "professioniste", sempre mandate dalla ditta svedese del porno, la cui presenza finisce per svelare certi piccoli vizi e scappatelle di cui nessuno vuole parlare ma che si nascondono dietro quella falsa educazione tipica della società borghese del secolo scorso. Il tutto trattato con estremo buon gusto, nessuna volgarità, e con grande capacità espressiva nel testo che risulta divertente e molto gradito dal pubblico.

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