L’ottimismo cosmico di Gianni Rodari, il poeta delle Favole al telefono

A quarant'anni dalla morte e cento dalla nascita, il suo nome circola moltissimo come un efficace antidoto alla crisi. Il segreto è, probabilmente, nelle sue parole chiave - speranza, comunità, infanzia

MARTEDÌ 14 APRILE 2020

«Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa».

Dal primo giorno dell’epidemia, il nome di scrittore che ha circolato di più in rete è stato, senza dubbio, quello di Gianni Rodari: gruppi di lettura ad alta voce, maratone di poesie, favole al telefono, iniziative individuali diffuse sui social.

Potenza dell’anniversario. Ma non solo. C’è qualcosa di Rodari di cui si avverte il bisogno in questi tempi incerti e opachi: una chiarezza di sguardo e di pensiero, all’insegna dell’ottimismo.

Una chiarezza di sguardo e di analisi che vorremmo trovare uguale oggi, declinata intorno a tre parole chiave: speranza, comunità, infanzia.

E non prese da sole, una per volta, ma tutte insieme.

Perché l’una senza l’altra è muta, non dice niente.

L’approfondimento di Vanessa Roghi su Gianni Rodari continua su Il Manifesto

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La lezione di Gianni Rodari a 40 anni dalla scomparsa su raicultura

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