L’amore ai tempi del colera

Ciak si legge, grande cinema, grande letteratura: venerdì 4 settembre, ore 20:45, Biblioteca Comunale

VENERDÌ 4 SETTEMBRE 2020

L’amore ai tempi del colera
Ciak si legge. Grande cinema, grande letteratura

Ester Spassini, attrice, Antonio D’Alessandro, chitarra
Venerdì 4 Settembre 2020 ore 20:45, Biblioteca Comunale

Il caffè letterario è uno spettacolo coinvolgente, che si svolge come una conversazione, intrecciando poesia e musica, romanzi e canzoni, per raccontare un’epoca, personaggi, storie.
Il Caffè Jazz narra del mito della frontiera, della scoperta delle note blu, della beat generation e di molto altro, attingendo alla letteratura e alla musica a stelle e strisce, tra grandi autori e piccole curiosità.

I posti sono limitati e la prenotazione obbligatoria al numero 030 9909.174


Ciak si legge. Grande cinema, grande letteratura

Venerdì 10 Luglio 2020 ore 20:45
Alice nel paese delle meraviglie
con Filippo Garlanda, attore, Daniela Savoldi, violoncello
Il capolavoro di Lewis Carroll prende vita in un reading ad alto tasso di fantasia, in compagnia del Coniglio Bianco, del Cappellaio Matto e di tanti altri personaggi indimenticabili, con il contrappunto musicale di un violoncello incantato.

venerdì 31 luglio, ore 20:45
2001 Odissea nello spazio
Ester Spassini, attrice, Giovanni Colombo, pianoforte
Un classico della fantascienza reso immortale dal capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick. Il mistero delle origini dell’Universo e della vita, il rapporto dell’uomo con la tecnologia e l’intelligenza artificiale, l’esplorazione di nuove frontiere sono gli ingredienti di un racconto epico e filosofico, che il reading restituisce con ritmo avvincente e le suggestioni musicali della colonna sonora del film.

venerdì 21 agosto, ore 20:45
Novecento. Un monologo
Filippo Garlanda, attore, Giovanni Colombo, pianoforte
La nascita del jazz, duelli all’ultimo tasto e il sogno americano sono gli ingredienti del monologo di Alessandro Baricco, portato in scena tra parole e musica.
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva.
Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva.
Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui, l’America.

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