LA PAZZIA DI ENRICO IV SUL PALCO DI SABATO A PALAZZO

Il Teatro del Leonardo porta in scena il dramma pirandelliano

Pubblicato il: 24 Novembre 2010

Enrico IV
Compagnia teatrale del Leonardo, Treviso
sabato 27 novembre, ore 21, Sirmione, Palazzo dei Congressi. Ingresso: € 10

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Enrico IV: il vero nome del protagonista non viene mai pronunziato; egli possiede solo quello dell’imperatore germanico, la cui parte impersonava durante una cavalcata in costume svoltasi nella sua lontana giovinezza. Il trauma seguito alla caduta da cavallo, provocata dal suo rivale in amore Tito Belcredi, lo ha tenuto imprigionato in quel personaggio lungo dodici anni d’inconsapevole innocenza. Per tutto questo tempo il nipote Carlo Di Nolli ha assecondato la sua innocua pazzia, facendolo vivere in un castello, in mezzo a compiacenti stipendiati che ne assecondano le fantasie e gli umori. Quando all’insaputa di tutti rinsavisce, "Enrico IV" si rende conto di essere stato defraudato della sua giovinezza e del suo futuro; così, nell’impossibilità di rientrare in possesso della sua vita, decide di continuare a recitare la sua pazzia. Trascorsi altri otto anni, sopraggiungono, ad interrompere la sua esistenza fuori dal tempo,
i protagonisti della sua giovinezza: Matilde, la donna amata, e Belcredi, ora amante di lei, accompagnati da un supponente dottore incaricato di farlo rinsavire.
È il tempo col suo inarrestabile fluire l’elemento centrale del dramma; il tempo, che lo ha lasciato indietro, a cui il protagonista inutilmente e titanicamente si oppone con la sua disperata scelta di astrarsi da quel mondo degli altri, che non può più essere il suo. E, sopravvissuto assurdamente al tempo, il ricordo d’un amore, che continua a trascorrere nei deliri e nei sogni di vent’anni, per poi materializzarsi all’improvviso in Frida, la giovane figlia di Matilde, così somigliante a lei che Enrico ha l’impressione, abbracciandola, di potersi riappropriare di ciò che la vita gli ha subdolamente tolto. Il paradosso che ne deriva non può che portare all’inevitabile tragedia…

Enrico IV – Giovanni Handjaras
La Marchesa Matilde – Michela Vanin
Frida – Giulia Ruffilli
Il Marchese Di Nolli – Luca Nascimben
Il Barone Tito Belcredi – Martino Pani
Il Dottor Genoni – Maurizio Damian
Landolfo – Matteo De Santi
Arialdo – Alessandro Pietropoli
Ordulfo – Massimo Pietropoli
Bertoldo – Davide Vido
Il Maggiordomo – Giovanni Tiveron
I Fantasmi – Elisa Braido, Ilaria Martinelli, Giulia Ruffilli, Giorgia Zambianchi

Scene: Alessandro Pietropoli
Costumi: Daniela Cosano, Marta Pasqualato
Musiche e luci: Luca Favaro

Regia: Giovanni Handjaras e Alessandro Pietropoli

Compagnia teatrale del Leonardo, Treviso

1991, un gruppo composto da due insegnanti e svariati studenti, la voglia di sperimentare e apprendere mettendo in gioco se stessi, la convinzione che si possa "fare scuola" in un modo nuovo e diverso, una grande passione per la letteratura, il teatro e la recitazione. E’ in questo contesto, all’interno dei laboratori del "Progetto Giovani per la Scuola" del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Treviso, che muove i primi passi la Compagnia del Leonardo.

In un ambiente culturale vivace e stimolante, grazie a un metodo di lavoro divertente ma rigoroso, sono stati realizzati di anno in anno nuovi spettacoli, che presto si sono distinti per il loro valore artistico e formativo. Ne sono testimonianza la presenza nel cartellone di importanti rassegne e i riconoscimenti conseguiti in concorsi regionali e nazionali di teatro per la scuola. Ricordiamo, tra gli altri, i festival di teatro-giovani di Concordia Sagittaria (VE), Serra San Quirico (AN), Vicenza e Cesena (FC).

Straordinaria l’esperienza della manifestazione "Aperta Scena – Grandi interpreti e ragazzi insieme sul palcoscenico" (edizioni 1998-2001). Sotto la direzione artistica di Ugo Pagliai, allievi del Liceo sono stati selezionati per partecipare ai laboratori tenuti da attori professionisti dell’Accademia Teatrale "L’Avogaria" di Venezia. Durante le serate finali hanno recitato accanto a grandi attori quali Vittorio Gassman, Pamela Villoresi, Michele Placido, Arnoldo Foà e Gigi Proietti.

Con la guida di Maurizio Damian e Giovanni Handjaras, l’esperienza è proseguita oltre, vedendo di anno in anno confluire nel gruppo ex-studenti che, animati dalla stessa passione e convinti di questo modo di pensare e fare teatro, desideravano continuare l’attività fuori dal contesto liceale. Questo continuo afflusso ha garantito un costante apporto di nuove forze, tutte con alle spalle una solida e comune esperienza di palcoscenico.

Attraversando svariati generi, periodi e autori, la Compagnia si è misurata da allora con molti e impegnativi allestimenti. Tra gli altri: Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello (1994), Macbeth di William Shakespeare (1995), Le voci di dentro e Bene mio e core mio di Eduardo De Filippo (1996 e 1997), La locandiera (1999) di Carlo Goldoni, L’amore di Don Perlimplin con Belisa di Federico Garcia Lorca (2000), Un tram chiamato Desiderio di Tennessee Williams (2000).
E ancora: La patente di Luigi Pirandello, Mariti e mogli di Woody Allen, Finale di partita di Samuel Beckett, L’amante di Harold Pinter, Il malinteso di Albert Camus, Escuriale di Michel de Ghelderode, Il mandato di Nilolaj Robertovic Erdman, Parlamento di Angelo Beolco detto il Ruzante.

Dall’anno 2000 la "Compagnia Stabile del Leonardo" si è formalmente costituita ad Associazione Culturale senza scopo di lucro ed è entrata a far parte della Federazione Italiana Teatro Amatori. Conta a tutt’oggi una trentina di membri che si alternano nei diversi allestimenti, occupandosi autonomamente di tutti gli aspetti collaterali alla messa in scena (scenografie, musiche, illuminotecnica, trucco, costumi, comunicazione).

La Compagnia, realtà culturale giovane ma già promettente, ha negli anni raccolto lusinghieri consensi di critica e pubblico.

Stabilmente attiva nelle piazze del teatro amatoriale trevigiano, è presente con il repertorio dei suoi allestimenti anche nelle maggiori località del Triveneto.

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