Il Visitatore

“…Da principio sarete felici di aver ucciso Dio, perché caro Freud, se nulla è dovuto a Dio, allora tutto torna"

Pubblicato il: 17 Febbraio 2015

Il Visitatore

“…Da principio sarete felici di aver ucciso Dio, perché caro Freud, se nulla è dovuto a Dio, allora tutto torna: l’uomo ignorerà l’angoscia e sarete fieri della vostra intelligenza…il mondo intero sarà privo di luce..”

7 marzo 2015, ore 21
Il Visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt
La Betulla, Brescia

Sirmione, Palazzo dei Congressi, ingresso € 5,00

Vienna, Aprile 1938 – Le SS invadono l’Austria. La sera del 22 Aprile la Gestapo arresta la figlia del Dottor Sigmund Freud.

Il Vecchio scienziato, ormai molto ammalato, riceve la visita di uno strano personaggio che afferma di essere Dio…

 FREUD: Lo sa Dio che il male corre per le strade, con stivali di cuoio, speroni di ferro, a Berlino, a Vienna, e presto per tutta l’ Europa?

VISITATORE : “ Io ho rinunciato alla mia onnipotenza quando ho creato l’ uomo libero…”

 

Il Visitatore

è la sera del 22 aprile 1938. Da un mese l’Austria è annessa al Terzo Reich. In Bergasse 19, celeberrimo indirizzo del suo studio, un Sigmund Freud invecchiato, affranto per la sorte della figlia Anna, portata via dalla Gestapo, riceve la visita di uno sconosciuto. Dio o un pazzo che si crede tale? Freud ci crede e non ci crede. Ne nasce un duello verbale senza esclusione di colpi. Per Freud la ragione può dissipare i fantasmi, i medici devono sostituire i Santi: sta infatti all'uomo "prendersi cura dell'uomo". I rastrellamenti sotto la sua finestra provano il fallimento di Dio: Cosa sarebbe Dio, se esistesse? Un bugiardo. Uno che prende un impegno e poi ti scarica. Dal canto suo, Dio sa di esistere ed è forte proprio per questo. Può confessare il proprio limite: ha creato l'uomo libero, non può fermarlo. Non può opporsi all'arroganza della sua creatura: "C'è stato un tempo in cui l'uomo si accontentava di sfidare Dio, oggi prende il suo posto". Freud non crede in Dio e Dio non vuole palesarsi con miracoli da prestigiatore. Però ascoltano insieme il silenzio degli ebrei viennesi deportati; guardano dalla stessa finestra la malattia dell'uomo, la pazzia del mondo. Credono ancora, entrambi, che l'uomo possa curarsi.

Bruno Frusca e il Gruppo Teatrale LA BETULLA

Bruno Frusca, attore, autore e regista teatrale, che veniva da giovanili esperienze filodrammatiche, frequenta negli anni '60 e '61 il corso biennale di recitazione sotto la direzione di Mina Mezzadri alla ''LOGGETTA'' di Brescia (ora Centro Teatrale Bresciano) presso la quale svolge intensa attività per dieci anni. Nel contempo completa all'università di Bologna i corsi DAMS di regia sotto la direzione di Luigi Squarzina. Nell'anno 1968 raccoglie intorno a sé un gruppo di attori, fonda il "Gruppo Teatrale La Betulla'' e dà inizio ad un'attività che ininterrottamente ha prodotto una quarantina di spettacoli che spaziano dal teatro classico al teatro documento, dal teatro dialettale al teatro di repertorio.

La maggior parte degli spettacoli vede la luce nel teatro che Frusca ha ricavato al piano terra della sua abitazione, una sala di cento posti completa di tutte le necessarie attrezzature tecniche e logistiche per un corretto funzionamento ed una confortevole e razionale accoglienza.

Nel vasto repertorio della compagnia, che comprende i più importanti autori di tutti i tempi, non sono mancate produzioni proprie, ricerche storiche ed antologiche di notevole spessore culturale che hanno interessato autori come: S. Agostino, Petrarca, Edgard Lee Masters, Ernst Wiechert. Autori le cui opere sono state rielaborate ed adattate al teatro da Bruno Frusca.

Nel repertorio vengono inserite anche diverse opere dello stesso Bruno Frusca, quali "Il Coro Dei Figli di Lazzaro", "Grido a Compieta", "Exit Houses", "Arnaldo Da Brescia", "SEMPLICEMENTE PADRE", Testi Sempre Attenti Alle Problematiche Sociali Dei Nostro Tempo.

L'attività registica di Frusca si offre all'attenzione delle più importanti manifestazioni nazionali. La Betulla viene così sempre più spesso inserita nelle edizioni dei più importanti Festival Nazionali di Arte Drammatica, raccogliendo consensi di critica e di pubblico e meritandosi molti riconoscimenti individuali e collettivi.

Basti ricordare che nel 1984 La compagnia viene chiamata ad inaugurare la XII Settimana Pirandelliana di Agrigento con "Udienza dalle otto alle tredici" e che nel 1997, con "Antigone" di Jean Anouilh, la Betulla viene selezionata a rappresentare l'Italia alla VIII^ Muestra Internacional De Teatro Contemporaneo che si tiene a Santander in Spagna.

CONTATTI E INFORMAZIONI

Comune di Sirmione. Ufficio Cultura e Turismo
t 0309909184 f 0309909101
cultura@sirmionebs.it

 

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