Audioguida di Sirmione

Caricate i capitoli della audioguida sul vostro lettore di mp3 e arrivate all’imbocco del ponte che porta nel Centro Storico di Sirmione: da lì inizia l’itinerario che vi accompagnerà in piazza Castello, per poi salire verso la Chiesa di Santa Maria della Neve e ancora fino alle Grotte di Catullo. Scenderete lungo il versante opposto della penisola per incontrare le Terme e terminare il percorso in Piazza Carducci. Negli ultimi capitoli dell’audioguida trovate consigli gastronomici e indicazioni per itinerari al di fuori del Centro Storico.

 

Le tappe della visita
1 – Introduzione – scarica audioguida
2 – Consigli per una visita – scarica audioguida
3 – La chiesa di Sant’Anna – scarica audioguida
4 – Il Castello – scarica audioguida
5 – La chiesa di Santa Maria Maggiore – scarica audioguida
6 – Da Santa Maria Maggiore alle Grotte di Catullo – scarica audioguida
7 – Le Grotte di Catullo – scarica audioguida
8 – La chiesa di San Pietro in Mavino – scarica audioguida
9 – Le Terme di Sirmione – scarica audioguida
10 – Piazza Carducci – scarica audioguida
11 – A tavola con olio vino e lucci – scarica audioguida
12 – Altri itinerari – scarica audioguida

 

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Testi completi delle audioguide

1. Introduzione
La penisola di Sirmione si estende per 4 km nel cuore del Lago di Garda. La sua felice posizione e il clima mite spiegano la presenza dell’uomo in tutte le epoche della storia, dagli insediamenti palafitticoli in poi. Artisti e poeti hanno frequentato e cantato questo paese, testimoniando il fascino che ha esercitato in tutte le età . Il centro storico sorge su un triangolo di terra lungo poco più di un chilometro e largo circa settecento metri, sul quale si elevano tre colline alte poco meno di cento metri sul livello del mare: Cortine, san Pietro e le “Grotte di Catullo”.

2. Consigli per una visita
La visita inizia in Largo Goethe, all’imbocco del ponte che porta in centro storico. L’itinerario da seguire è quello di una lenta passeggiata, che consenta di ammirare i resti del passato e la bellezza della natura. La prima parte del percorso, che si affaccia prevalentemente sul lato orientale del lago, consentirà  di ammirare la chiesa di sant’Anna, il castello scaligero, la chiesa di santa Maria Maggiore e i resti della chiesa di san Salvatore, per arrivare fino all’accesso del parco archeologico delle “Grotte di Catullo”. Da qui comincia la via del ritorno. Dopo essere saliti sulla collina dove si trova la chiesa di san Pietro in Mavinas si ridiscende sul lato occidentale della penisola, incontrando lo stabilimento termale “Catullo”, via Vittorio Emanuele e piazza Carducci, l’approdo dei battelli. Pochi passi ancora e si ritorna al ponte, dal quale era partita la visita.

3. La chiesa di Sant’Anna
Appena oltrepassato il ponte, a sinistra, si trova la chiesetta di santa Maria del Ponte, risalente alla fine del Quattrocento, una piccola chiesa a una sola navata collegata al complesso del castello. Da tempo immemorabile è detta “chiesa di sant’Anna” in quanto la figura qui venerata in un frammento di affresco è identificata con la madre della Madonna. Poco più avanti, di fronte, si può ammirare l’imponenza del castello scaligero.

4. Il Castello
Il castello di Sirmione, uno dei più completi e meglio conservati d’Italia, fu iniziato da Mastino Primo della Scala, signore di Verona, intorno al 1259 e portato a termine in due fasi successive. La rocca, completamente circondata dall’acqua e destinata alla difesa del borgo e al controllo del lago, era occupata da una guarnigione. Entrati dal ponte levatoio, è possibile passeggiare sui camminamenti di ronda e accedere, attraverso 146 gradini, alla sommità  del mastio, la torre orientale che misura trenta metri, da dove si gode di una vista mozzafiato. La visita del castello è a pagamento. Si prosegue, oltre il castello, a destra, lungo il muro della fossa e si gira a sinistra, percorrendo in salita via Dante. Si arriva di fianco al muro meridionale della chiesa di santa Maria Maggiore e costeggiandolo se ne raggiunge la facciata.

5. La chiesa di Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore, chiamata anche santa Maria della neve, è la chiesa parrocchiale di Sirmione. L’edificio appoggia il suo fianco settentrionale alle mura di fortificazione medievali che chiudevano a nord il borgo. La sua costruzione risale alla fine del XV secolo, come risulta dai vivaci affreschi votivi, datati ai primi anni del ‘500, che ne ricoprono le pareti. L’interno presenta una sola navata e cinque altari. Vi si accede da un portico a cinque arcate, un tempo parte del cimitero adiacente alla chiesa: sul pavimento sono infatti visibili cinque tombe. Spesso, nel passato, i materiali più antichi venivano riutilizzati per nuove costruzioni. Ne possiamo vedere qui due esempi. L’ultima colonna del portico, alla sinistra di chi entra, è infatti una pietra miliare dedicata all’imperatore Giuliano l’Apostata, vissuto nel IV secolo dopo Cristo. Su sagrato si trova inoltre un cippo dedicato a Giove utilizzato come cassetta delle elemosine.

6. Da Santa Maria Maggiore alle Grotte di Catullo
Costeggiando il muro settentrionale della chiesa, lungo il sagrato, si arriva ad una terrazza dalla quale si gode la vista della parte orientale del lago verso il Monte Baldo. Si scendono le scalette laterali e si sale lungo via Ansa dei Longobardi per raggiungere, appena entrati nel parco pubblico, a sinistra, i resti della chiesa di san Salvatore, risalente all’VIII secolo. Ritornando sul vialetto del parco pubblico si prosegue a sinistra e quindi si scende a destra, imboccando una piccola e ripida scaletta che porta alla riva del lago, lungo la Passeggiata delle Muse. Girando a sinistra si può proseguire lungo il lago fino al Lido delle Bionde. Dopo lo stabilimento balneare, a sinistra, un viottolo in salita conduce in via Catullo. Si gira a destra e, al termine della via si trova il piazzale Orti Manara, da dove si ha accesso al parco archeologico delle “Grotte di Catullo”.

7. Le “Grotte di Catullo”
Paeninsularum Sirmio insularumque ocelle… (O Sirmione, perla delle isole e delle penisole…) Il poeta Catullo (nato nell’87 e morto nel 54 avanti Cristo) sicuramente frequentò Sirmione, ma le rovine a lui intitolate appartengono ad un edificio costruito quasi un secolo dopo. Si tratta di un vasto parco archeologico di 20 mila metri quadrati, situato sull’estremità  nord della penisola, in cui le imponenti vestigia romane emergono tra il verde degli ulivi e l’azzurro del lago. In realtà  dell’edificio, i cui materiali sono stati nei secoli saccheggiati e asportati, rimane ben poco. Si può tuttavia ammirare la grandiosità  della costruzione, specialmente se prima della visita si sosta nell’Antiquarium, dove è esposto un plastico che dà  l’idea dell’intera struttura. L’Antiquarium, situato all’ingresso, conserva numerosi reperti appartenenti a diverse età  rinvenuti durante gli scavi archeologici all’interno della villa, nel centro di Sirmione e in altre località  gardesane. La visita al parco archeologico è a pagamento. Lasciate le grotte, ritornando sui propri passi si imbocca la prima via a destra, in salita, che porta alla chiesa di san Pietro in Mavinas.

8. La chiesa di San Pietro in Mavinas
La chiesa di San Pietro in Mavinas (dal latino “in summas vineas”, tra le vigne più alte) risale all’VIII secolo, mentre più tardo è il suo campanile, costruito tra l’XI e il XII secolo. Allo stesso periodo appartengono anche gli affreschi delle tre absidi, mentre quelli lungo le pareti furono eseguiti nel 1320, data in cui la chiesetta venne parzialmente ricostruita e sopraelevata. Ancora a metà  Ottocento, per la sua posizione fuori mano, era abitata da un eremita. L’area circostante, anticamente adibita a cimitero, è stata sistemata nel XIX secolo. Dal 1955 sul sagrato la campana, la “Julia” ricorda con i suoi gravi rintocchi i caduti delle due guerre mondiali. Oltre la chiesa, percorrendo via San Pietro in Mavinas, si raggiunge il lato occidentale della penisola. In fondo alla discesa, girando a sinistra, si arriva, dopo qualche centinaio di metri, allo stabilimento termale “Catullo”.

9. Terme di Sirmione
La fonte Boiola, che sgorga a 400 metri dalla riva orientale della penisola, è conosciuta sin dall’antichità per i suoi benefici effetti. La sua preziosa acqua sulfurea salsobromoiodica, che alimenta due centri termali, il “Catullo” di Sirmione e il “Virgilio” di Colombare, si rivela efficace nella cura di affezioni respiratorie, vascolari e dermatologiche. Nei due centri termali, vengono praticate cure inalatorie, fangobalneo terapia e massaggi. Il Centro Cura per la Sordità  Rinogena di Sirmione è tra i più rinomati in Europa, mentre nello stabilimento di Colombare è attivo un attrezzato Centro di Broncopneumologia. Da alcuni anni il parco termale “Catullo” è stato arricchito da”Aquaria”, il Centro di Benessere Termale che coniuga la più moderna tecnologia all’acqua e al fango termali. Oltre lo stabilimento termale Catullo si prosegue per via Vittorio Emanuele fino ad arrivare in piazza Carducci, dove si trova l’approdo dei battelli.

10. Piazza Carducci
Piazza Carducci, il salotto del paese, era anticamente un porto chiamato Gazzarra. Qui giungevano in piroscafo da Desenzano viaggiatori illustri, attirati dalla fama di Sirmione, che sulle ali dei versi di Catullo, si estese ben presto oltre i confini nazionali. La “venusta Sirmio” affascinò, tra gli altri, la regina Margherita, Giosuè Carducci, Ezra Pound, James Joyce e tanti altri. In tempi meno lontani, dalla seconda metà del ‘900, divenne una delle mete del jet-set internazionale. Ma è a Maria Callas che è legato il nome della penisola: “ho tanta nostalgia di Sirmione” – confidò ad un amico, poco prima di morire, a Parigi, il 16 settembre 1977. Il celebre soprano trascorse infatti a Sirmione lunghi periodi, riposandosi nella villa sirmionese del marito, Giovan Battista Meneghini, lontana dalle fatiche della sua intensa attività artistica. Pochi passi ancora e si ritorna in piazza Castello e quindi al ponte, dal quale era partita la visita.

11. A tavola con olio, vino e lucci
L’enogastronomia del Lago di Garda ho ottenuto da tempo riconoscimenti internazionali. Gli elementi-chiave della tradizione sono tre: il delicato olio, prodotto su tutta la riviera, il vino, detto “Lugana” dalla zona a sud del Lago in cui nasce, e alcune qualità  di pesce, come il luccio, il carpione e il persico. I numerosi e rinomati ristoranti del territorio sanno proporre queste specialità  in raffinate e gustose ricette.

12. Altri Itinerari
A Sirmione si celebra una felice unione tra arte e natura che va ammirata adeguandosi ai ritmi lenti e riposanti della risacca delle onde. Negli ultimi anni è stata realizzata una passeggiata pedonale che consente di percorrere la costa orientale, da punta Grò, fino agli scogli del Lido delle Bionde, sotto il costone che sorregge la villa romana. Si tratta di un percorso di circa 6 chilometri, immerso nell’azzurro del cielo e dell’acqua. Più romantica, invece, sulla costa occidentale, la “Passeggiata dei poeti”, che gira intorno a punta Staffalo, in vista del vecchio faro che segnala ai naviganti i banchi di scogli. La Passeggiata dei Poeti si imbocca al termine di via Vittorio Emanuele, percorrendo via Punta Staffalo.

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