Arte senza limiti

Un laboratorio di arte postale con epicentro a Sirmione e aperto a tutti

Pubblicato il: 1 Agosto 2013

Il FUNtastico Mondo della Mail Art
alcune immagini: opere d’arte viventi, ArteSenzaLimiti

"L’arte postale o mail art è un fenomeno artistico aperto e indipendente, a dimensione planetaria, sviluppatosi dai primi anni Sessanta nel solco delle controculture libertarie e utopiche Beat/Hippie. Un circuito sotterraneo e alternativo, spesso trascurato dalle storie ufficiali, fondato sul confronto diretto tra autori e la condivisione a distanza di esperienze, la collaborazione a progetti comuni (riviste, performance, mostre, ecc.) e lo scambio disinteressato e gratuito di materiali effimeri quanto visionari.

L’arte postale ha coinvolto in ogni angolo del globo migliaia di operatori che alla comunicazione impersonale e a senso unico dei mass media, ai meccanismi competitivi della critica e del mercato dell’arte, hanno preferito il contatto intimo, la logica dell’aggregazione solidale e del dono reciproco. Tentando con lettere, cartoline, francobolli e timbri autoprodotti di ridurre le distanze geografiche tra gli individui, oltre che la separazione tra arte e vita.
Caratteristica dirompente della mail art, tuttora praticata da giovani e anziani, principianti e professionisti, è difatti la totale apertura intergenerazionale e interculturale, in un’ottica che tende ad azzerare ogni gerarchia, infrangendo il tabù dell’opera intesa come feticcio (e bene rifugio) e il mito dell’artista come solitario demiurgo. L’attività di rete supporta viceversa il concetto di arte come processo sociale di comunicazione, ad un tempo operante su scala globale e radicata in un peculiare senso d’identità locale (vedi le variopinte emissioni di francobolli da nazioni immaginarie, in opposizione al monopolio delle burocrazie governative), anticipando di alcuni decenni modalità e strategie interattive della net art digitale e dando forma ad un’utopica comunità allargata in cui convivono le più disparate discipline, stili, ideologie e credi religiosi.
La propensione a immaginare dimensioni parallele e ad escogitare inedite tattiche di comunicazione, in piena autonomia rispetto alle norme che regolano il sistema ufficiale dell’arte, ha collocato l’arte postale sulla stessa lunghezza d’onda del singolare collezionista e artista bresciano Guglielmo Achille Cavellini, che dalla metà degli anni Settanta fino alla sua scomparsa nel 1990 si è difatti distinto anche come uno dei più dinamici e popolari protagonisti del network della corrispondenza creativa.

Un piccolo modello di “utopia realizzata”, quello dell’arte postale, che col suo mezzo secolo di esperienze rappresenta il prototipo virtuoso di un “social network” rispondente a necessità spirituali profonde ed essenziali, lontano dall’alienante chiacchiericcio e dalle subdole ingerenze da Grande Fratello del Facebook di turno.
Per un’arte che, come l’avevano immaginata Cavellini e i padri fondatori della mail art, appartenga veramente a una nuova era più illuminata ed ecosostenibile, ad una cultura partecipata priva di smanie consumistiche, ad una creatività liberata e davvero senza più limiti."

da Vittore Baroni
 

 

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